# Guida all'Handbook

Questo è l'Handbook di Ecosistemica, un manuale ipertestuale che racconta la nostra organizzazione.

Qui potrai capire [chi siamo](/organizzazione/chi-siamo), quali [servizi](/organizzazione/servizi) offriamo e quali sono i nostri [valori](/organizzazione/valori).&#x20;

Potrai inoltre vedere quali [identità](/identita/tipologie) è possibile assumere, leggere le nostre politiche di [partecipazione](/partecipazione/posture) ed esplorare il nostro[ ](/sistema-organizzativo/cerchi-annidati)[sistema organizzativo](/sistema-organizzativo/cerchi-annidati).

Avrai anche una panoramica dei principali [ambienti digitali](/ambienti-digitali/accesso) che utilizziamo e delle modalità in cui abitarli.&#x20;

Troverai infine un [glossario](/glossario) (in crescita costante) e lo storico delle [versioni](/versioni) dell'Handbook, dove sono riportati i nomi delle persone e delle organizzazioni che hanno contribuito a scriverlo, revisionarlo o ispirarlo attraverso il loro lavoro.

### Per entrare in contatto con noi e seguire le attività di Ecosistemica puoi:&#x20;

Visitare il nostro [sito](https://www.ecosistemica.org/)

Entrare su [Discord](https://discord.com/invite/AydYXyAbq7)

Seguirci su [Linkedin](https://www.linkedin.com/company/ecosistemica)

Iscriverti alla [Newsletter](https://mailchi.mp/2089a203f83d/ecosistemica)

Iscriverti al [Calendario](https://calendar.google.com/calendar/u/0?cid=MzJjYzNjNWMyZjFjMzAwZDBkYjExZWM3Yzc3OTE1ZGZhZjE5ZTk3YmE5NDk2NjUyMWZjNDkyNTllNjIyMWFkZEBncm91cC5jYWxlbmRhci5nb29nbGUuY29t) degli eventi aperti (tra cui il nostro Bookclub)

Scriverci alla nostra mail <info@ecosistemica.org>


# Cos'è Ecosistemica

## Purpose

Esistiamo per sostenere le organizzazioni a prendersi cura di se stesse, dei propri ambienti (fisico-digitali) e delle persone che ne fanno parte, facilitando pratiche e processi collaborativi.

## Vision

Vogliamo migliorare le strutture e i processi interni delle piccole e medie organizzazioni co-progettando sistemi di governance più sani e resilienti. Ci impegniamo concretamente a rendere il lavoro più sostenibile affinché organizzazioni e individui possano avere vantaggi economici, psicologici, emotivi e relazionali.

## Mission

Ci avvaliamo di strumenti e metodologie provenienti dal design dei processi e dalle digital humanities, adottando un approccio sartoriale che integra pratiche di osservazione, riflessione critica ed esperienze partecipative, tra cui:

* Osservazione, ascolto e mappatura degli attori e delle dinamiche presenti nel sistema relazionale interno ed esterno alle organizzazioni;&#x20;
* Workshop di co-design;&#x20;
* Processi partecipativi di governance e envisioning;
* Pratiche formali che lavorano sulla sensibilità e sulla consapevolezza individuali e collettive;
* Progettazione di strutture e processi funzionali alle organizzazioni;
* Reportistica e sessioni di restituzione data driven.

Ecosistemica condivide una **cultura organizzativa** in costante evoluzione con [valori](/organizzazione/valori) e accordi interni espliciti che guidano le scelte individuali e collettive di chi ne fa parte.&#x20;

## Con chi lavoriamo

Ecosistemica ha collaborato o collabora attualmente con:

* Fondazione MAXXI;
* Fondo Innovazione Sociale (Presidenza del Consiglio dei Ministri);
* Slow Food;
* Spazio 13 (Bari);
* Scuola Pisacane (Roma);
* Amigdala, Ovestlab e AFor  (Modena);
* Wunderkammer (Ferrara);
* Case di Quartiere (Brindisi);
* Creative Fighters.

## Il team di Ecosistemica è attualmente composto da:&#x20;

* **Daniele Bucci**:

Progettista di processi e di relazioni, si occupa di ricerca e design sui rapporti fra umani e agenti non umani negli ambienti fisico-digitali. Facilita processi collettivi di creazione di senso all’interno delle organizzazioni, con particolare focus sulla governance e sull’architettura informativa/relazionale attraverso strumenti di design thinking, co-design, critical e near future design. Ha studiato design, innovazione sociale e sociologia. È sensibile ai temi ambientali e sociali, è stato attivista e volontario in diverse organizzazioni.

* **Stefano Capezzuto**:

Umanista digitale con un background in Filosofia e in Informatica Umanistica, lavora allo sviluppo di organizzazioni e progetti d’innovazione, coniugando pensiero critico e pensiero computazionale. Ha il cuore diviso tra l’Italia e la Cina, muovendosi spesso tra i due Paesi. È inoltre presidente di KRINO, associazione dedicata alle Digital Humanities e alla cultura digitale.

* **Thomas Kemps**:

Consulente, formatore e facilitatore di sociocrazia e sistemi di governance distribuita. Dopo gli studi in Scienze Politiche presso l'Università di Maastricht (Paesi Bassi), ha lavorato come attivista, organizzatore di comunità e attivista in movimenti di resistenza civile nonviolenta. Attualmente collabora con Sociocracy For All, di cui è formatore certificato, e con Ecosistemica.

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# I nostri servizi

**Accompagniamo le organizzazioni ad agire in maniera collaborativa e rigenerativa.** <br>

Ci rivolgiamo in particolare a:&#x20;

* associazioni e altri enti del Terzo Settore,&#x20;
* aziende,
* gruppi informali,&#x20;
* reti di organizzazioni,

per renderle più **adattive, efficaci, strategiche e eque** in un mondo complesso e incerto.<br>

Ecosistemica disegna **percorsi su misura** per:

* apprendere e adottare nuovi modi di collaborare e crescere insieme,&#x20;
* prendersi cura delle persone, delle relazioni e del pianeta,
* adottare approcci sistemici e rigenerativi.&#x20;

## Formazione e consulenza

Il team di Ecosistemica è composto da esperti in:

* metodi decisionali,
* sistemi organizzativi distribuiti,
* design e system thinking,
* digital humanities.

Proponiamo:&#x20;

* laboratori formativi,
* co-design di processi e servizi,&#x20;
* facilitazione di percorsi partecipativi,
* incontri di coaching,
* percorsi di consulenza sul lungo termine.


# I nostri valori

Ecosistemica:

1. adotta un approccio **ecologico** e [**sistemico**](/glossario/sistemica);&#x20;
2. sceglie di introiettare una [**postura**](/glossario/postura) **partecipativa**, facendo ricerca e sperimentando sul campo modelli collaborativi;
3. intende il **design come pratica di generazione e rigenerazione**, non come strumento di estrazione e colonizzazione;
4. intende la **filosofia come pratica attiva**, tesa ad esercitare un cambiamento nel mondo attraverso il pensiero critico;
5. promuove una ricerca sul concetto di [**agentività**](/glossario/agentivita) che vada oltre alla sfera umana;&#x20;
6. favorisce progetti che ridistribuiscano i loro risultati sull'ambiente e sui territori piuttosto che centralizzando su singole entità e persone, in termini sia di nuove funzionalità o servizi (output), sia dei loro possibili effetti sociali e culturali (outcome);
7. rifiuta il [**mito della neutralità**](/glossario/mito-della-neutralita) tecnologica e algoritmica;
8. riconosce la tecnologia non come strumento di dominio ma come modalità di empowerment della [**sensibilità**](/glossario/sensibilita);
9. valorizza il potenziale dei **dati** - digitali e non - in quanto artefatti esistenziali e tracce testimoniali;&#x20;
10. sperimenta **nuovi** [**rituali**](/glossario/ritualita) e pratiche di collaborazione e condivisione, basati sull’[**ascolto attivo**](/glossario/ascolto-attivo) e sul rispetto delle differenze;&#x20;
11. lavora in direzione di un [**design universale**](/glossario/design-universale) che abbatta le barriere fisiche, cognitive e culturali;&#x20;
12. si interessa all’**arte** come processo e come pratica, costruendo esperienze che lavorano sull’immaginazione e sulla creatività;
13. valorizza la **pluri-genitorialità** dei progetti che sviluppa e ne incentiva le possibili evoluzioni anche fuori dall’organizzazione, attraverso il rilascio in **standard aperti e interoperabili**;&#x20;
14. sviluppa metodologie e strumenti in modo **transdisciplinare**, mettendo in luce la relazione di interdipendenza tra tutte le discipline della conoscenza e rifiutando l’idea che esista una stretta divisione tra ambito umanistico e scientifico.


# Tipologie di identità

Ci sono varie tipologie di identità che è possibile assumere in Ecosistemica, in base alle quali corrispondono modalità di partecipazione e responsabilità differenti.

Le identità non rispondono a uno schema di tipo piramidale: sono i diversi modi in cui si decide di partecipare alla vita dell’organizzazione e possono variare nel tempo, seguendo un percorso basato su accountability, disponibilità, interessi e competenze.

Abbiamo scelto di definire tre identità, ciascuna con un sostantivo ambigenere che fa riferimento all'ambito della sistemica. Dalla forma più semplice di collaborazione a quella più complessa ci sono: [**Bionti**](/identita/tipologie/bionti)**,** [**Sintropi**](/identita/tipologie/sintropi)**,** [**Custodi**](/identita/tipologie/custodi)**.**

Il primo punto di accesso è il nostro [server di Discord](https://discord.gg/AydYXyAbq7): entrando si assume automaticamente l’identità di Bionte attraverso cui è possibile esplorare le conversazioni e le risorse condivise, conoscere le altre persone, partecipare a [ritualità aperte](/sistema-organizzativo/ritualita-aperte) come il Bookclub, proporre progetti o collaborare in specifici [Cerchi di Progetto](/sistema-organizzativo/progetti) già esistenti.

Dopo aver collaborato in modo continuativo in alcuni Cerchi di Progetto è possibile poi instaurare una relazione più stabile con l’organizzazione, assumendo l’identità di Sintrope e poi di Custode.<br>


# Bionti

Dal greco “vivente”, è chi abita gli ambienti (soprattutto digitali) di Ecosistemica, partecipando - se ne ha voglia - alle [ritualità aperte](/sistema-organizzativo/ritualita-aperte) o collaborando in specifici [Cerchi di Progetto](/sistema-organizzativo/progetti). Si può diventare Bionte direttamente entrando sul nostro server Discord e accettando gli Accordi di convivenza digitale.

Le Bionti:

* hanno accesso ai canali base di Discord per conoscere nuove persone e nuovi progetti e per partecipare alle conversazioni;&#x20;
* hanno accesso alle attività e alle ritualità aperte proposte dentro Ecosistemica;&#x20;
* possono proporre dei nuovi progetti o partecipare in Cerchi di Progetto già esistenti;&#x20;
* possono acquisire dei ruoli funzionali o dei ruoli operativi, decisi e assegnati per assenso, in ciascuno dei Cerchi in cui sono coinvolte, rispettando le specifiche regole e politiche stabilite dai Cerchi.


# Sintropi

Se l'entropia definisce il disordine al quale ogni sistema termodinamico tende, allora la sintropia - o nella tradizione anglosassone neghentropia - spinge i sistemi, soprattutto biologici, a stati di ordine, organizzazione e differenziazione maggiore. Abbiamo creato la parola “sintrope” perché ci aspettiamo che le persone che scelgono di abbracciare questa identità siano altamente ingaggiate nell'organizzazione e che queste garantiscano nuovi livelli di evoluzione. Si tratta quindi di persone che hanno scelto di dedicare in maniera intenzionale una parte significativa del proprio tempo lavorativo a Ecosistemica.

Si può diventare Sintrope dopo aver collaborato strettamente con l’organizzazione per più di 6 mesi e chiedendo un incontro di valutazione e confronto, aperto alle Sintropi e ai Custodi.

Le Sintropi:&#x20;

* hanno accesso al Cerchio Generale, al Cerchio Cura, al Cerchio Progetti e ai relativi ambienti digitali;&#x20;
* hanno il diritto di partecipare alla nomina di nuove Sintropi;&#x20;
* hanno il diritto di partecipare alle retrospettive e ai retreat dell’organizzazione;&#x20;
* hanno il diritto di partecipare alla revisione dell’Handbook;&#x20;
* hanno tutti gli accessi e i diritti delle Bionti.


# Custodi

Sono coloro che hanno la responsabilità della sopravvivenza di base di Ecosistemica e della sua sostenibilità nel tempo. Per questo hanno scelto di dedicare il 100% del loro tempo lavorativo alla cura dell’organizzazione e detengono una percentuale delle quote societarie.

Le Custodi:&#x20;

* hanno tutti i diritti e doveri derivanti dal possedere le quote della società;&#x20;
* hanno accesso al Cerchio Àncora;&#x20;
* hanno il diritto di proporre altre Custodi;&#x20;
* hanno tutti gli accessi e i diritti delle altre identità.


# Passaggi tra identità

Ecosistemica richiede cura e accountability: qualora le disponibilità di tempo e di impegno delle persone coinvolte in progetti e attività nei diversi Cerchi dovessero variare, ciascuna persona è tenuta a comunicarlo in modo chiaro e trasparente. Non è necessario che fornisca una spiegazione per il proprio allontanamento, se preferisce non farlo, ma è indispensabile che dichiari apertamente se e quanto può o vuole partecipare ancora all’organizzazione o a un determinato progetto. Nel caso in cui non possa più partecipare, la si invita a garantire che i propri ruoli e le proprie responsabilità siano prese in carico da altre persone.

Inoltre per le Sintropi, in occasione della [retrospettiva generale ordinaria](https://docs.google.com/document/d/1Vc5HtMwmjZ24djDMWLr7gL775VcuSRGNXEPPyfyneFU/edit?tab=t.0) che si svolge a cadenza trimestrale, è previsto un momento dedicato in cui ciascuna, in un clima di corresponsabilità e condivisione, dichiara le proprie disponibilità per il successivo trimestre. Per disponibilità si intende la concreta possibilità di partecipare attivamente a uno o più cerchio di progetto e a partecipare alla vita organizzativa di Ecosistemica. Se la disponibilità di lavorare su progetti interni o esterni manca per due trimestri consecutivi, decade automaticamente l’identità e si diventa Bionte.

Per una Custode, nel momento in cui dovesse rendersi evidente una sua mancanza di disponibilità - non comunicata apertamente - per progetti o attività trasversali interne, verrà richiesto dalle altre Custodi un incontro specifico tra pari per valutare il suo effettivo coinvolgimento nell’organizzazione. L’esclusione verrà decisa per assenso dal Cerchio Àncora in assenza della persona interessata. La Custode così decaduta sarà invitata a vendere le proprie quote alle altre Custodi.

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# Posture

## Posture interne

* Ci impegniamo a migliorare costantemente come individui e collettività in un ciclo continuo di [**feedback e feedforward**](/glossario/feedback-e-feedforward)**.**
* Ci impegniamo a praticare l'[**ascolto attivo**](/glossario/ascolto-attivo), a ritardare la nostra reattività e a mantenere una postura non giudicante verso noi stesse e le altre.
* Ci impegniamo a **non innamorarci delle nostre prime idee**, ad ascoltare quelle altrui e a costruire dei pensieri che possano integrarle.
* Ci impegniamo in processi e strutture che **limitino la gerarchia indotta da un sistema statico** e sperimentiamo modelli evolutivi per distribuire il potere e l’accesso alle informazioni.
* Ci impegniamo a garantire a tutti e tutte **equo accesso al potere e alla dignità** a prescindere dalle proprie caratteristiche fisiche, psicologiche, emotive, religiose, politiche e etniche, che però non vadano in contrasto con i [valori](/organizzazione/valori) di Ecosistemica. Ricordandoci che non siamo professioniste del supporto psicologico o fisico e che certe tematiche non possono essere risolte dentro Ecosistemica.
* Ci impegniamo a delegare il potere di prendere decisioni ai [Cerchi](/sistema-organizzativo/cerchi-annidati) che si stanno occupando della progettazione o della realizzazione di qualcosa, mantenendo fiducia.
* Se non riusciamo a prendere una decisione perfetta per tutte ci impegniamo a praticare qualcosa che sia **sufficientemente sicuro** per noi e per il nostro Cerchio.
* Finché non si trova un’alternativa migliore e condivisa, le [politiche](/glossario/politiche-accordi) decise dai diversi Cerchi sono da considerarsi vincolanti.
* Rispettiamo la necessità di ciascuno del diritto di disconnessione da Ecosistemica e riduciamo le informazioni inviate fuori da orari di ufficio (**9:00 - 17:00**) e durante il weekend.
* Siamo aperti a sperimentare internamente [**rituali**](/glossario/ritualita) **su comunicazione e presa di decisione** attraverso workshop o periodi di prototipo/test, anche nella dimensione del gioco.<br>

## Posture esterne

* Ci impegniamo a mantenere una postura di apertura e ascolto verso i nostri clienti e i nostri collaboratori.
* Ci impegniamo a limitare il protagonismo, ricordandoci che Ecosistemica è un’organizzazione a supporto del benessere di altre organizzazioni.
* Per avviare nuove progettualità ci impegniamo a verificare i seguenti requisiti:&#x20;
  1. **sostenibilità energetica**;
  2. **sostenibilità emotiva e relazionale**;
  3. **sostenibilità economica**;&#x20;
  4. **qualità del progetto**.


# Processi di lavoro

* L'accesso ai canali digitali ([Drive](/ambienti-digitali/drive), [Trello](/ambienti-digitali/trello), [Discord](/ambienti-digitali/discord), [Miro](/ambienti-digitali/miro)) è diversificato in base alle [identità](/identita/tipologie).
* Ogni [politica](/glossario/politiche-accordi) di ciascun [Cerchio](/sistema-organizzativo/cerchi-annidati) deve essere scritta e avere delle tempistiche di revisione.
* Ogni riunione è facilitata per consentire adeguati turni di parola, focus sulle tematiche oggetto dell’incontro e rispetto dei tempi, avvalendosi di volta in volta degli strumenti utili a questi scopi (ad esempio, condividendo in anticipo un Ordine del Giorno chiaro e realistico).
* Pratica e teoria si rigenerano in un ciclo di teorizzazione, applicazione e nuova teorizzazione dopo i feedback (il ciclo può anche iniziare dall’applicazione).
* Seguiamo un processo di progettazione iterativo che valida le idee attraverso prototipi, test, [feedback](/glossario/feedback-e-feedforward), aggiornamenti e [retrospettive](/sistema-organizzativo/ritualita-interne).


# Trasformazione dei conflitti

Siamo consapevoli che la dimensione del conflitto è parte integrante di ogni sistema: può condurre al suo collasso o alla sua evoluzione. L’esito dipende dalla nostra capacità di abitare il conflitto, attraversarne le differenze, e trasformarlo.

Quando si creeranno conflitti fra persone nell'organizzazione o nei Cerchi si potranno seguire questi passi:

1. parlare con la persona con cui si è in conflitto, praticando l'[ascolto attivo](/glossario/ascolto-attivo);
2. portare una mediatrice, della quale entrambe le persone in conflitto si fidano, che faciliterà una sessione di dialogo.

Se entrambe le modalità non portano a risultati, si può ricorrere - come extrema ratio - all’arbitrio del Cerchio Àncora.


# Cerchi annidati

Ci strutturiamo in Cerchi, cioè gruppi definiti di persone che lavorano e decidono insieme. Distribuiamo esplicitamente il potere (l’autorità di agire e decidere) ai Cerchi attraverso la [delega](/glossario/delega).&#x20;

Ogni Cerchio definisce scopo, dominio, appartenenza delle proprie componenti per assenso; le decisioni così prese fanno poi un passaggio al sopracerchio per essere approvate per assenso.

Ogni Cerchio può formare sottocerchi quando vede la necessità di distribuire parte del proprio mandato per lavorare in modo più efficace. Un sottocerchio ha un mandato più focalizzato rispetto al suo sopracerchio.&#x20;

Ciascun Cerchio definisce, attraverso un processo di assegnazione per assenso, le persone titolari dei ruoli funzionali e dei ruoli operativi.

Il mandato e i titolari dei ruoli di guida di un Cerchio sono confermati per assenso dal suo sopracerchio, di cui diventa componente.

Ecosistemica è composta attualmente dai seguenti cerchi:&#x20;

* **Cerchio Àncora**;&#x20;
* **Cerchio Generale**;&#x20;
* **Cerchio Cura**;&#x20;
* **Cerchio Progetti**, sotto il quale sono presenti:
  * **Cerchio Espansione**;&#x20;
  * i vari sottocerchi relativi agli specifici progetti.

La custodia e l’ancoraggio dell’organizzazione allo scopo condiviso è responsabilità del Cerchio Àncora, che rappresenta quello con lo scopo più ampio all’interno di Ecosistemica.

Alla gerarchia di scopo della struttura a cerchi annidati di Ecosistemica corrisponde una **gerarchia di engagement** determinata dalle identità:&#x20;

* tutte le Custodi appartengono al Cerchio Àncora;
* tutte le Sintropi devono partecipare ad almeno uno tra Cerchio Cura, Cerchio Progetti e Cerchio Generale;
* le Bionti possono partecipare ai sottocerchi di specifici progetti in cui collaborano.&#x20;

Qui sotto puoi navigare la struttura di Ecosistemica. Cliccando sui vari Cerchi puoi leggere le descrizioni aggiornate di ciascuno. Se preferisci, puoi visualizzarla anche a [questo link](https://kumu.io/Ecosistemica/ecosistemica).

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# Ruoli funzionali e operativi

All’interno di ciascun Cerchio sono previsti dei ruoli che ne supportano l’operatività, l’auto-governo e l’interconnessione al resto della struttura organizzativa.&#x20;

## Ruoli funzionali

**Guida**:&#x20;

* coordina le attività e supporta i componenti del Cerchio;
* riporta le informazioni chiave dal/al sopracerchio;&#x20;
* redige l’Ordine del Giorno delle riunioni del Cerchio;
* verifica le date di revisione delle politiche adottate e le riporta al Cerchio.

**Facilitatrice**:&#x20;

* facilita le riunioni e i processi di esplorazione e presa decisionale del Cerchio.

**Scriba**:&#x20;

* prende nota durante le riunioni;
* gestisce la documentazione e la cartella Drive del Cerchio;
* crea e assegna le task in Trello in base a ciò che emerge dalle riunioni.

## Ruoli operativi

I ruoli operativi vengono introdotti quando c'è bisogno di accorpare una serie di attività operative per distribuire e rendere più efficace il lavoro di un cerchio, il quale ne definisce di volta in volta il mandato.

## Politiche generali dei ruoli

La persona titolare del ruolo di guida di un Cerchio è componente anche del sopracerchio, che ne conferma l’appartenenza per assenso.&#x20;

I ruoli di facilitatrice e scriba e i ruoli operativi vengono assegnati per assenso dal Cerchio  tramite il processo di selezione (elezione senza candidato).&#x20;

Una persona può ricoprire contemporaneamente più ruoli funzionali nello stesso Cerchio, ad esclusione di guida e facilitatrice.

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# Metodi decisionali

Identifichiamo due tipologie di decisioni:&#x20;

* **Decisioni operative**, cioè quelle decisioni prese caso per caso durante l’operato di una persona all’interno di un progetto, una ritualità, ecc. Queste decisioni vengono prese **in autonomia** da una persona all’interno di un **mandato**, affidandosi preferibilmente alla **consultazione** delle persone con un interesse verso la decisione (cioè quelle persone competenti dell’ambito, o quelle che subiranno gli effetti della decisione). Nel caso in cui emergano iniziative o proposte da parte di persone senza mandato, il Cerchio Àncora decide.&#x20;
* **Decisioni politiche**, cioè le decisioni che regolano e supportano l’operato di una o più persone, come i mandati, gli accordi, i divieti, e i contenuti di questo stesso Handbook. Queste decisioni vengono prese per [assenso](/glossario/assenso) da chi ne ha il mandato. Ogni [decisione politica](/glossario/politiche-accordi) (ad esclusione di quelle con un termine definito a breve termine) ha una data di revisione affinché venga revisionata e migliorata regolarmente nel tempo.&#x20;

L’[assenso](/glossario/assenso) è un metodo per la presa di decisioni in assenza di obiezioni. Un’obiezione è una preoccupazione argomentata che indica un possibile rischio nell’adottare una determinata proposta. Tramite il metodo dell’assenso, puntiamo a prendere decisioni che siano *sufficientemente buone e sicure* da essere provate per un determinato periodo di tempo, dopo il quale ciascuna decisione verrà valutata e eventualmente migliorata.&#x20;

La presa decisionale per assenso si svolge tramite i seguenti passaggi:&#x20;

1. elaborazione (individuale o collettiva) e **presentazione** di una proposta;
2. **comprensione** condivisa tramite un giro di domande di chiarimento e risposte da parte della persona proponente;
3. **esplorazione** tramite giro di reazioni e commenti, volti eventualmente a migliorare la proposta;
4. **ri-presentazione** della proposta, dopo aver valutato l’integrazione di eventuali emendamenti;&#x20;
5. **decisione** tramite giro di obiezioni:&#x20;
   1. **in presenza di obiezioni**, chi facilita guida il gruppo nelle fasi di:
      1. comprensione dell’obiezione,&#x20;
      2. esplorazione di idee per integrarla,
      3. decisione per assenso.&#x20;
   2. **in assenza di obiezioni**, la decisione è presa e registrata nel logbook di riferimento.


# Progetti

Un progetto è tale quando risponde ai seguenti requisiti:&#x20;

1. si è costituito un Cerchio di progetto con all’interno un numero di persone e di professionalità sufficienti per la realizzazione del progetto;&#x20;
2. sono stati assegnati i ruoli funzionali (guida, facilitatrice, scriba);
3. è stato identificato un budget potenziale (risultante da un committente, da una partecipazione a un bando, dalla possibilità di generare introiti o da risorse interne della società) che è stato formalizzato e suddiviso usando il [relativo modello](https://docs.google.com/spreadsheets/d/1zK7QHb7jCLSQ4O1z3js0q3WsAOX46FIy/edit?gid=831611632#gid=831611632).

## Politiche generali dei progetti

* Ogni progetto deve essere presente negli [ambienti digitali](/ambienti-digitali/accesso) di Ecosistemica.
* I documenti definitivi per consegne con partner vanno inviati via mail con accesso a tutte le persone del gruppo di lavoro.
* I documenti interni di progetto possono essere condivisi con consulenti e partner esterni ma solo una volta che la collaborazione è stata avviata (per avvio si intende anche la partecipazione comune a un bando o la presentazione di un preventivo per un soggetto terzo).
* Preventivi e fatture vanno inviati via mail mettendo sempre in copia gli amministratori di Ecosistemica.


# Come avviare un progetto

I progetti nella loro fase potenziale devono seguire il seguente processo:&#x20;

* le Sintropi possono, in qualunque momento, proporre delle idee di progetto nel canale Discord #pre-progetti, condividendo anche eventuali link interni e esterni (ad esempio a bandi, a potenziali partner o committenti, etc.);&#x20;
* chi ha presentato la proposta può poi organizzare una prima riunione esplorativa con le persone interessate del Cerchio Progetti per discuterne la fattibilità;&#x20;
* se la proposta genera interesse e ci sono in potenza i presupposti affinché si possano realizzare i requisiti indispensabili per ogni progetto (persone e budget):
  * viene scelta insieme per assenso la guida per il pre-progetto ;&#x20;
  * la guida crea una sotto-cartella all’interno della [cartella Drive "ES\_Pre-progetti"](https://drive.google.com/drive/folders/1NgRtV_7et1QK6Rgs-yDEdjDV9-D6k1Tp), nominandola ES\_\[nomeprogetto], dove caricare materiali utili alla comprensione della proposta;&#x20;
  * la guida imposta poi nella cartella il documento per le riunioni periodiche, che dovrà contenere le informazioni essenziali utili al Cerchio di progetto e in cui raccogliere i verbali dei vari incontri;
  * la guida crea il relativo canale Discord, del tipo #\[anno]-\[nomeprogetto], all’interno della categoria PRE-PROGETTI, includendo nella descrizione in cima tutti i link utili (documento delle riunioni, cartella drive, eventuale board Miro, etc.);
  * qualora il pre-progetto non abbia una scadenza naturale (come ad esempio l’esito di un bando) sarà archiviato come progetto chiuso dopo 6 mesi di inattività.

Per il lavoro svolto nella fase di pre-progetto (es. scrittura documenti per bandi, preparazione preventivi per committenti, sopralluoghi, etc.) può essere stabilito dal Cerchio di progetto un compenso, inserendolo nella rispettiva area nel modello di budget, il quale verrà corrisposto solo in caso di vittoria del bando o di accettazione del preventivo.<br>


# Eventi pubblici

La partecipazione a convegni, festival e altri eventi pubblici a nome di Ecosistemica avviene attraverso un mandato che il Cerchio Progetti dà con assenso a una o più Sintropi. Ricevuto il mandato, la/le Sintrope/i procedono nella preparazione dei materiali, della logistica e quant'altro, aggiornando il Cerchio Progetti durante la Riunione del Cerchio.&#x20;

Le Custodi hanno automaticamente il mandato per partecipare ad eventi pubblici a nome di Ecosistemica, senza necessità di richiederlo al Cerchio Progetti, al quale comunque riporterà i relativi aggiornamenti.

L’eventuale gruppo di lavoro che si occupa della partecipazione ad un evento non costituisce un vero e proprio sottocerchio (come invece avviene per i progetti) e non ci sono in genere ruoli funzionali assegnati (a meno che il convegno non sia molto complesso e coinvolga più di due persone: in quel caso il Cerchio Progetti può richiedere l'assegnazione dei ruoli funzionali tramite assenso e una formalizzazione più simile a quella di un progetto).

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# Ritualità interne

I rituali ci aiutano a dedicarci nel tempo ad una serie di aspetti strategici e di governance. All’interno di Ecosistemica pratichiamo ([qui una lista](https://docs.google.com/spreadsheets/d/1NJ0wEPh73qw2ycEdAsY1whRr0awk9fdWfE-pO9JFiqA/edit?gid=0#gid=0)):

* **Retreat**: 1 o 2 giorni dove il team di Ecosistemica si riunisce per stare insieme e progettare l’organizzazione. Si tengono due volte l’anno e possono avere questi focus specifici:
* **Verifica della pianificazione**: Custodi e Sintropi partecipano a momenti calendarizzati in cui controllare come sta andando l’organizzazione rispetto agli scenari ipotizzati.
* **Passato, presente e futuro**: ogni sei mesi Custodi e Sintropi si incontrano per un evento (preferibilmente in presenza fisica) nel quale esplorare insieme:&#x20;
  * il passato, attraverso una retrospettiva;
  * il presente, verificando la pianificazione e i progetti in corso;&#x20;
  * i futuri, attraverso un’attività di nearfuture design.
* **Retrospettive**: sono dei momenti di analisi e di confronto codificati, attraverso cui far emergere punti di forza, punti di debolezza e idee per migliorare. Qui una [descrizione completa](https://docs.google.com/document/d/1Vc5HtMwmjZ24djDMWLr7gL775VcuSRGNXEPPyfyneFU/edit), ma in generale si suddividono in:
  * Generali ordinarie: ogni 3 mesi le Sintropi si incontrano per una retrospettiva generale per valutare la salute dell’organizzazione. Al termine di una retrospettiva generale si deve già calendarizzare la retrospettiva successiva.
  * Generali straordinarie: su richiesta di qualunque Sintrope.
  * Di progetto: in genere se ne fa una al termine del progetto, ma nei progetti più lunghi se ne possono stabilire di intermedie: le convoca la referente interna sulla base anche delle richieste emerse dal cerchio di progetto; a queste sono invitate anche le Bionti che hanno partecipato al progetto.
* **Revisione carichi**: Ogni prima riunione del mese del cerchio Cura, le persone del cerchio guardano insieme i propri carichi lavorativi ed extralavorativi, per avere una visione di insieme e capire come assegnare i carichi per il mese;\
  Follow up: Ogni prima riunione del mese del Cerchio Progetti, le persone del cerchio rivedono insieme tutti i follow up da mandare a clienti o potenziali tali dei mesi precedenti;
* **Tabella comfort:** Una volta ogni 6 mesi le sintropi riguardano insieme la tabella comfort, nella quale ciascuna persona dichiara che comportamenti e accortezze adottare affinché possa rimanere in una zona di comfort accettabile;
* **Revisione delle competenze**: Ogni 6 mesi le Sintropi si ritrovano per aggiornare la tabella delle competenze rispetto ai servizi erogati da Ecosistemica;
* **Experience review**: ogni anno le sintropi possono chiedere ad altre 2 persone per essere supportate nel capire meglio come evolvere. Durante l’experience review la triade riflette sui punti di deboli e i punti di forza di una persona e attraverso dei consigli, viene creto un documento di implementazione personale;

Rituali di passaggio/onboarding: ogni passaggio di stato dentro Ecosistemica si celebra attraverso un rituale dedicato, ad esempio per accedere come Sintrope si seguirà [questo processo](https://docs.google.com/document/d/1bkkSoonnoWl1l_0FofWgGpXgud6Jbm4tl4YdpNHIJXI/edit).


# Ritualità aperte

Sono quelle ritualità largamente aperte che generano nuova conoscenza e creano connessioni nell’ecosistema.

* [**Bookclub**](https://docs.google.com/document/d/1siWY7jwLHyvL7cKbV-bL_Q_RtRMK6Jje52omfiP6UFs/edit): incontri nei quali condividere e generare conoscenza a partire dalla lettura condivisa di libri proposti dalla comunità.&#x20;
* **Rituali speculativi**: momenti attraverso cui far emergere visioni, desideri e proposte di progetto potenziali utilizzando le metodologie del Near Future Design.
* **Ti racconto una cosa**: momenti di condivisione di attività, progetti, interessi coltivati fuori da Ecosistemica o eventi e progetti a cui non hanno partecipato tutti per raccontarli e ricevere domande e feedback.


# Accesso agli ambienti digitali

Ecosistemica è un’organizzazione composta da persone che non condividono spesso un luogo geografico, per questo motivo è fondamentale mantenere gli ambienti digitali puliti e ordinati come se fossero la nostra casa condivisa.

La struttura digitale si basa su una ridondanza informativa fra canali [Discord](/ambienti-digitali/discord), cartelle [Drive](/ambienti-digitali/drive) e bacheche di [Trello](/ambienti-digitali/trello): in relazione al singolo progetto o al tema, ciascuno degli ambienti contiene i link verso gli altri.&#x20;

Per garantire un buon livello di ecologia digitale e di benessere delle persone, chiunque entri in Ecosistemica si impegna a non creare altri canali di comunicazione non previsti e non codificati in questo Handbook (es. gruppi di WhatsApp e di Telegram per progetti o email per comunicazioni interne).<br>

Tabella di accesso agli ambienti digitali per [identità](/identita/tipologie):<br>

<table data-header-hidden><thead><tr><th width="117"></th><th></th><th></th><th></th></tr></thead><tbody><tr><td><br></td><td><strong>Bionti</strong></td><td><strong>Sintropi</strong></td><td><strong>Custodi</strong></td></tr><tr><td><a href="https://discord.com/invite/fgmbfYKM5a"><strong>Discord</strong></a></td><td>Tutti i canali nella categoria “CANALI APERTI“ ed eventuali canali di Cerchi di progetto in cui collaborano</td><td>Tutti i canali, ad esclusione di quello del Cerchio Àncora</td><td>Tutti i canali</td></tr><tr><td><a href="https://trello.com/w/ecosistemica1"><strong>Trello</strong></a></td><td>Solo le board relative ai Cerchi di progetto in cui sono coinvolte</td><td>Tutte le board, ad esclusione di quella del Cerchio Àncora</td><td>Tutte le board</td></tr><tr><td><strong>Drive</strong></td><td>Singole cartelle o documenti relativamente a progetti o attività condivise</td><td>Tutte le cartelle, esclusa quella del Cerchio Àncora</td><td>Tutte le cartelle</td></tr><tr><td><strong>Calendar</strong></td><td>Calendario “<a href="https://calendar.google.com/calendar/u/0?cid=MzJjYzNjNWMyZjFjMzAwZDBkYjExZWM3Yzc3OTE1ZGZhZjE5ZTk3YmE5NDk2NjUyMWZjNDkyNTllNjIyMWFkZEBncm91cC5jYWxlbmRhci5nb29nbGUuY29t">ES-eventi</a>” e singoli eventi dei Cerchi di progetto (su invito)</td><td>Calendario “<a href="https://calendar.google.com/calendar/u/0?cid=MzJjYzNjNWMyZjFjMzAwZDBkYjExZWM3Yzc3OTE1ZGZhZjE5ZTk3YmE5NDk2NjUyMWZjNDkyNTllNjIyMWFkZEBncm91cC5jYWxlbmRhci5nb29nbGUuY29t">ES-eventi</a>” e Calendario <a href="https://calendar.google.com/calendar/embed?src=c6ab44488de3af12bcd30d0e5c22436625f9ce2bc6ff3941bfe9a23fff2397a9%40group.calendar.google.com&#x26;ctz=Europe%2FRome">interno</a></td><td>Calendario “<a href="https://calendar.google.com/calendar/u/0?cid=MzJjYzNjNWMyZjFjMzAwZDBkYjExZWM3Yzc3OTE1ZGZhZjE5ZTk3YmE5NDk2NjUyMWZjNDkyNTllNjIyMWFkZEBncm91cC5jYWxlbmRhci5nb29nbGUuY29t">ES-eventi</a>” e Calendario <a href="https://calendar.google.com/calendar/embed?src=c6ab44488de3af12bcd30d0e5c22436625f9ce2bc6ff3941bfe9a23fff2397a9%40group.calendar.google.com&#x26;ctz=Europe%2FRome">interno</a></td></tr><tr><td><strong>Zotero</strong></td><td><a href="https://www.zotero.org/groups/5077185/ecosistemica/library">Zotero pubblico</a></td><td>Zotero <a href="https://www.zotero.org/groups/5077185/ecosistemica/library">pubblico</a> e <a href="https://www.zotero.org/groups/5266758/ecosistemica-interno/library">interno</a></td><td>Accesso a Zotero <a href="https://www.zotero.org/groups/5077185/ecosistemica/library">pubblico</a> e <a href="https://www.zotero.org/groups/5266758/ecosistemica-interno/library">interno</a></td></tr><tr><td><strong>Miro</strong></td><td>Accesso come visitatore</td><td>Accesso come visitatore</td><td>Accesso con il proprio account</td></tr></tbody></table>

<br>


# Discord

[**Discord**](https://discord.gg/fgmbfYKM5a) **è il principale ambiente digitale di dialogo, incontro, aggiornamento e lavoro utilizzato in Ecosistemica.**

All’interno di esso si potranno scrivere messaggi al resto delle persone che frequentano l’organizzazione, gestire progetti, entrare nei canali vocali e fare riunioni.

All’ingresso nel server si assume l’identità di [Bionte](/identita/tipologie/bionti) e si ha accesso ai canali presenti sotto la categoria CANALI APERTI. Le altre identità hanno accesso a dei canali interni specifici in base agli accordi riportati nella Tabella di accesso agli ambienti digitali per identità.

## Politiche generali di Discord

Non avendo uno spazio fisico è importante tenere lo spazio digitale ordinato e pulito, per questo motivo siamo tutte invitate a:

* pubblicare nei **canali appropriati** senza andare fuori tema;
* limitare il più possibile il **numero di messaggi** per esprimere concetti (ad esempio non spezzandoli in più risposte);
* **non trasformare i canali in chat di messaggistica real time** (alla WhatsApp): se è necessaria una comunicazione veloce spostarsi in un canale vocale;
* restare **on-topic** e non parlare di questioni che implicano la relazione solo tra due persone;
* usare **grassetti e formattazione** per rendere velocemente comprensibile il testo;
* aprire **thread** per affrontare discussioni che avranno più risposte.

Per garantire la condivisione delle informazioni e allinearsi in modo efficace sullo stato di avanzamento dei progetti, bisogna sforzarsi a non portare le comunicazioni rilevanti fuori da Discord (ad esempio su chat Whatsapp o Telegram). Le guide dei Cerchi di progetto avranno cura di lavorare integralmente su Discord e di stimolare le altre persone del cerchio a fare lo stesso.


# Drive

**Ogni gruppo di progetto lavora su documenti condivisi su Google Drive.**

Questo facilita la scrittura, la condivisione e l’archiviazione dei vari materiali con ogni componente del gruppo e aiuta a far allineare più efficacemente persone che vogliano unirsi al progetto in un secondo momento.&#x20;

Le Sintropi, nel momento della loro acquisizione di status, verranno inserite da un Custode in un Google Group che ne garantirà l’accesso a tutte le cartelle Drive di loro competenza.

## Politiche generali di Drive

* La guida è responsabile di creare la cartella principale di progetto seguendo il [processo codificato](/sistema-organizzativo/progetti/come-avviare-un-progetto).
* In qualunque momento il Cerchio di progetto, coordinato dalla guida, è libero di creare all’interno di ES\_\[nomeprogetto] eventuali **sottocartelle** in modo da distribuire le diverse tipologie di documenti (come ad esempio i form di un bando, le idee grafiche, i file di calcolo per il budget, etc.).
* Ciascun Cerchio di progetto sarà responsabile di tenere **aggiornati e in ordine** i file nelle proprie cartelle, così come di non moltiplicare le sottocartelle oltre il necessario.
* L'accesso alle cartelle di progetto dovrà essere **aperto per la consultazione** anche alle altre Sintropi per favorire una diffusione e contaminazione delle idee all’interno di tutta l’organizzazione.
* Alle Bionti viene dato accesso **soltanto alla cartella del progetto** in cui sono coinvolte.


# Trello

**Trello è una** [**Kanban Board**](https://www.youtube.com/watch?v=6lGQIlnHUww) **digitale, cioè uno strumento per la visualizzazione del flusso di lavoro che consente ai team di progredire insieme per il raggiungimento dei propri obiettivi.**

Le board sono attualmente divise per Cerchi.

## Politiche generali di Trello

* La guida è responsabile di creare la board del proprio cerchio seguendo il processo codificato.
* La scriba si occupa dell’aggiornamento della board.
* Le board hanno almeno 6 colonne:
  * **Link utili**, dove inserire tutti i link utili per il cerchio;
  * **Politiche**, dove inserire le politiche e le scadenze delle politiche del cerchio;
  * **Scaffale**, dove inserire le task che si vorrebbero svolgere ma ancora non sono mature per entrare nel flusso di lavorazione;
  * **Da fare**, dove si mettono le task che il cerchio reputa importante lavorare;
  * **Facend**o, dove si assegnano, si stabiliscono le scadenze e si taggano le task che una persona del cerchio sta svolgendo;
  * **Fatte**, dove si posizionano le task una volta concluse.
* Oltre a queste colonne di base, che valgono per tutte le board, ogni cerchio può aggiungere alcune colonne per facilitare il proprio lavoro (come ad esempio Macroprogetti nel Cerchio Progetti, o Aree Operative nel Cerchio Cura).
* È necessario scrivere una **descrizione** all’interno di ogni card.
* Trello è uno strumento, ma non è funzionale senza un **processo solido** di lavoro collettivo: per questo motivo si invita ogni cerchio di progetto a fissare **riunioni periodiche** all’interno delle quali revisionare le task concluse, assegnarsi e prioritizzare nuove task.
* È importante che le card siano più granulari possibili (con piccole attività e gestibili in poco tempo) in modo tale che possano essere risolte velocemente e non si crei una colonna del “Facendo” intasata.
* Le task operative vanno assegnate in modo chiaro alla persona che ha il mandato di svolgerle: nel caso di più persone su una stessa task, andrà inserita una checklist con le attività individuali.
* Se si aggiunge una **checklist**, la scadenza della card corrisponde alla scadenza più prossima nella checklist.


# Calendar

**Si utilizza Google Calendar per tenere traccia degli appuntamenti e delle attività in corso, interne ed esterne.**

## Esistono due calendari:&#x20;

* [**Ecosistemica**](https://calendar.google.com/calendar/embed?src=c6ab44488de3af12bcd30d0e5c22436625f9ce2bc6ff3941bfe9a23fff2397a9%40group.calendar.google.com\&ctz=Europe%2FRome) (aperta a Sintropi), per **attività prettamente lavorative** relative ai gruppi di progetto, come call interne e incontri con committenti e partner, e per le [ritualità interne](/sistema-organizzativo/ritualita-interne);&#x20;
* [**ES-eventi**](https://calendar.google.com/calendar/u/0?cid=MzJjYzNjNWMyZjFjMzAwZDBkYjExZWM3Yzc3OTE1ZGZhZjE5ZTk3YmE5NDk2NjUyMWZjNDkyNTllNjIyMWFkZEBncm91cC5jYWxlbmRhci5nb29nbGUuY29t) (aperta a Bionti), per [ritualità aperte](/sistema-organizzativo/ritualita-aperte) e per **attività pubbliche** organizzate da Ecosistemica o a cui Sintropi partecipano a nome dell'organizzazione (quali conferenze, seminari, workshop).

## Politiche generali di Calendar

* Nella creazione dei singoli eventi, va prestata attenzione a scegliere dei **nomi comprensibili** anche alle altre persone che vi hanno accesso.
* Tutte le date di **revisione di documenti** rilevanti vanno inserite sul calendario Ecosistemica.
* Non includere mai attività di lavoro individuale o brevissime call di allineamento.
* In alcuni casi è possibile invitare **persone esterne** all'organizzazione ai singoli eventi di Calendar (ad esempio, in caso di call di gruppo con partner o committenti).
* In caso di call progettuali, va sempre inserito il link al documento Riunioni di progetto.


# Zotero

**Zotero è un ambiente digitale per raccogliere e gestire risorse bibliografiche.**&#x20;

Per Ecosistemica esistono due gruppi:

* [Ecosistemica](https://www.zotero.org/groups/5077185/ecosistemica/library), gruppo pubblico dove sono presenti i riferimenti utilizzati durante bookclub, conferenze e corsi/workshop (chiunque può accedervi dal link);&#x20;
* [Ecosistemica-interno](https://www.zotero.org/groups/5266758/ecosistemica-interno/library), gruppo dove vengono raccolti materiali di studio interni, anche relativi a progetti in corso o pre-progetti (possono accedervi solo le Sintropi e, per la durata della loro partecipazione a un progetto, le Bionti).

## Politiche generali di Zotero

Per una consultazione delle politiche aggiornate, fare riferimento a questo [documento](https://docs.google.com/document/d/1UvQkBm6o6AHeWs_VK7riz0wwwnUonBj7p3SkT5-AL5w/edit?tab=t.0).


# Miro

**Miro è una lavagna digitale, è molto utile per lavorare in creatività, fare brainstorming o schemi.**

Il suo utilizzo non è obbligatorio. Nel caso in cui si voglia utilizzare l’account di Ecosistemica, si può chiedere accesso ai [Custodi](/identita/tipologie/custodi) su [Discord](/ambienti-digitali/discord).

In caso di utilizzo dell'account di Ecosistemica il formato per il nome delle board sono:

ES\_\[anno]\_\[nomeprogetto]

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# Glossario

In questa sezione potrete leggere come intendiamo alcune parole chiave del nostro lavoro.

Crediamo importante darvi il nostro punto di vista specifico perché molti termini sono intesi in modi differenti in base al contesto nei quali vengono utilizzati. Ci teniamo a disambiguare e darvi il nostro specifico punto di vista per costruire una relazione più diretta e sincera.


# Accordo

Vedi [Politiche](/glossario/politiche-accordi).


# Agentività

Con **Agentività** intendiamo il termine anglosassone **Agency**.

Il termine prova a soperare i concetti di soggetto e oggetto, natura e cultura, considerando - in termini di significato - ogni entità che popola l'universo, una entità con possibilità di generare cicli di feedback.

## *Bruno Latour - L’agency ai tempi dell’Antropocene*

"Il significato è una proprietà di tutti gli agenti finché questi continuano ad avere agency. Ciò è vero se si parla di Kutuzov, del Mississippi, o anche dei recettori CRF. Per tutti gli agenti, agire significa possedere la propria esistenza, il proprio sostentamento, arrivare dal futuro fino al presente. Agiscono finché corrono il rischio di colmare il divario dell’esistenza – altrimenti scompaiono del tutto. In altre parole esistenza e significato sono sinonimi. Finché agiscono, gli agenti hanno senso. Questa è la ragione per cui tale significato dev’essere portato avanti, inseguito, catturato, tradotto, trasformato in parola – che non vuol dire che «ogni cosa nel mondo è materia di discorso», ma piuttosto che ogni possibilità di creare un discorso è dovuta alla presenza di agenti in cerca della loro esistenza.

\[…]

Il senso di vivere nell’epoca dell’Antropocene è che tutti gli agenti condividono lo stesso destino mutevole, un destino che non può essere seguito, documentato, raccontato e rappresentato utilizzando una delle vecchie caratteristiche associate alla soggettività o all’oggettività. Lontani dal provare a ‘riconciliare’ o ‘mescolare’ natura e società, l’obiettivo politicamente cruciale è al contrario la distribuzione dell’agency il più lontano e nei modi più differenziati possibili – finché, a quel punto, avremo perso completamente qualunque relazione tra questi due concetti di oggetto e soggetto che non sono più di alcun interesse, se non in senso patrimoniale.”


# Ascolto attivo

L'ascolto attivo viene praticato all'interno di Ecosistemica per consentire un corretto flusso informativo e per mitigare la possibilità di insorgenza di conflitti.

Nella nostra organizzazione viene interpretata come la base per una comunicazione non-violenta.

## Riportiamo una descrizione che ci sembra esaustiva e che fa riferimento a questo [link](http://qualitapa.gov.it/sitoarcheologico/relazioni-con-i-cittadini/comunicare-e-informare/ascolto-attivo/index.html).

L’ascolto attivo si basa sull’empatia e sull’accettazione. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da "un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa" e, comunque, non giudicata.

Quando si pratica l’ascolto attivo, invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da "buon osservatore", ossia, come persone impassibili, "neutrali", sicure di sé, incuranti delle proprie emozioni e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta, è più opportuno rendersi disponibili anche a comprendere realmente ciò che l’altro sta dicendo, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione. In questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco. Per diventare "attivo", l’ascolto deve essere aperto e disponibile non solo verso l’altro e quello che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio punto di vista e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.

**I principali elementi che caratterizzano una buona attività di ascolto, sono**:

* **sospendere i giudizi** di valore e l’urgenza classificatoria, cercando di non definire a priori il proprio interlocutore o quanto egli dice in ’’categorie’’ di senso note e codificate
* **osservare ed ascoltare**, raccogliendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione contingente, ricordando che il silenzio aiuta a capire e che il vero ascolto è sempre nuovo, non è mai definito in anticipo in quanto rinuncia ad un sapere già acquisito
* **mettersi nei panni dell’altro** - dimostrare empatia, cercando di assumere il punto di vista del proprio interlocutore e condividendo, per quello che è umanamente possibile, le sensazioni che manifesta
* **verificare la comprensione**, sia a livello dei contenuti che della relazione, riservandosi, dunque, la possibilità di fare domande aperte per agevolare l’esposizione altrui e migliorare la propria comprensione
* **curare la logistica**, facendo attenzione al contesto fisico-spaziale dell’ambiente in cui si svolge la comunicazione per agevolare l’interlocutore e farlo sentire il più possibile a proprio agio.

Ciò che è importante sottolineare, è che da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la tensione del "dover darsi da fare" per risolvere eventuali problemi espressi dal proprio interlocutore, oltre ad evitare tutte le "barriere della comunicazione", quali:

* dare ordini
* mettere in guardia
* moralizzare
* persuadere con la logica
* elogiare
* ridicolizzare
* interpretare
* consolare
* cambiare argomento

le quali, in modo più o meno esplicito, costituiscono messaggi di rifiuto.

**Studi sulle dinamiche dell’ascolto attivo**

Nel mondo occidentale il riconoscimento dell’importanza dell’ascolto attivo è una conquista molto recente. Un grosso impulso agli studi sulle dinamiche dell’ascolto attivo è stato dato, agli inizi degli anni ’80, dagli studi sulle aziende post-industriali (Peters,1982; Kunda, 2000) e dagli studi sui rapporti fra professionisti e clienti (Wolvin e Coakly, 1988; Bert e Quadrino, 1999).

Le basi teoriche per questo approccio erano state elaborate in precedenza da studiosi che hanno sostenuto la priorità dell’ascolto in un paradigma dialogico (Martin Heidegger, Michail Bachtin, Martin Buber) e dai teorici dei sistemi complessi (Bateson, von Foerster, Emery e Trist, Ashby).

Un modello molto efficace per comprendere la differenza fra ascolto passivo e ascolto attivo è offerto dalla buona comunicazione interculturale in situazioni concrete e contingenti (Sclavi, 2000a e 2000b) in quanto rende più facilmente evidenziabile che "uno stesso comportamento" può avere significati antitetici e al tempo stesso assolutamente legittimi a seconda del contesto culturale in cui è inserito. Per esempio il "non guardare negli occhi una persona anziana e autorevole" in un contesto culturale può essere segno di rispetto, mentre in un altro, segno di mancanza di rispetto. I malintesi, l’irritazione, l’imbarazzo, la diffidenza in questi casi non sono risolvibili in termini di comportamenti "giusti o sbagliati", ma cercando di capire l’esperienza dell’altro, il che implica accogliere come importanti, aspetti che siamo abituati a considerare trascurabili o addirittura che prima non abbiamo mai preso in considerazione.

**Le ’’Sette Regole dell’Arte di Ascoltare’’**

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. \
   Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sè.

<br>


# Assenso

L'assenso è un determinato [metodo decisionale](/glossario/metodo-decisionale) che implica che in un gruppo ci sia assenza di obiezioni.

Si raggiunge attraverso il **non disaccordo** rispetto ad una decisione da prendere in un gruppo.

<figure><img src="/files/iyuyyLFZfanTMrblFQXr" alt=""><figcaption><p>Assenso e Consenso - CC BY SA  - The Hum</p></figcaption></figure>

In questa immagine - realizzata da [The Hum](https://www.thehum.org/) per il workshop[ Patterns for Decentralised Organising](https://drive.google.com/file/d/1wI818VXLVMnH1be1MzaztGpxC457KlX3/view) - si può vedere la differenza fra assenso e consenso. Il “we prefer” è l’espressione di [consenso](/glossario/consenso), il “we tolerate” è l’espressione dell’assenso. Al di fuori di questo ci sono le obiezioni.

\
Per maggiori informazioni sull'assenso e il suo funzionamento c’è un [articolo in italiano molto dettagliato](https://www.sociocracyforall.org/it/sociocrazia/decidere-assenso/) su Sociocracy for All.


# Consenso

Il consenso è un [metodo decisionale](/glossario/metodo-decisionale) che implica che **tutto il gruppo che sta prendendo la decisione si trovi d’accordo con la proposta**.

Ci sono delle soglie che si possono impostare prima del processo decisionale e queste implicano il numero di **accordi con riserva**, di **astensioni** o di **veti**.

In un gruppo piccolo ci si aspetta che la soglia di queste posizioni sia a zero, ma se si vuole utilizzare questo metodo decisionale in gruppi grandi si possono impastare a priori.

Questa metodologia ci aiuta a prendere una decisione su un tema particolarmente sentito per i componenti di un gruppo, ascoltando tutte/i, dando una voce alla minoranza e a persone socialmente più emarginate (es. donne, giovani, introversi).

Richiede però impegno e tempo per affrontare i disaccordi, un processo chiaro, una buona facilitazione e una partecipazione attiva e collaborativa.\
\
È possibile approfondire il consenso su [questo link](https://thedecider.app/consensus-decision-making).

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# Delega

La delega è un **metodo decisionale** che consiste nel dare un certo potere di azione o di presa di decisione a una persona o a un gruppo in un determinato contesto spazio-temporale.

Le **task** che si assegnano alla fine di una riunione rappresentano una forma di delega, ovvero una persona si impegna ad intraprendere una determinata attività in un certo lasso di tempo, disponendo di una certa **libertà** e di alcuni **vincoli** decisionali.

Anche la costruzione di un Cerchio di progetto implica la delega (attraverso un mandato): ad esempio, potremmo aver bisogno di creare un gruppo che si occupi degli account della nostra organizzazione sui social media, stabilendo di garantirgli massima libertà sulla scelta dei temi da trattare, senza che debba chiedere ogni volta conferma ad un decisore centralizzato.

Questo metodo decisionale serve a decentralizzare e deburocratizzare l’organizzazione, ma se dovessero esserci sovrapposizioni di mandato attraverso le deleghe potrebbe far emergere rallentamenti e addirittura conflitti. Per questo è fondamentale definire bene qual è il limite di autorità che un gruppo o una persona ha.

[Qui](https://thedecider.app/delegation-decision-making) un breve specchietto per saperne di più.


# Design universale

Lo *Universal Design* è un approccio alla progettazione che cerca di rivolgersi ai bisogni di **tutte le persone**, superando ogni tipo di barriera (architettonica, linguistica, cognitiva, anagrafica, etc.) che ostacoli la loro partecipazione e fruizione.&#x20;

Il termine è stato coniato nel 1985 dall'architetto Ronald L. Mace che, insieme a un gruppo interdisciplinare di studiosi del *Center for Universal Design* della North Carolina University, ha nel 1997 stilato **7 principi fondamentali**:

1. **Equità** - uso equo: utilizzabile da chiunque.
2. **Flessibilità** - uso flessibile: si adatta a diverse abilità.
3. **Semplicità** - uso semplice ed intuitivo: l'uso è facile da capire.
4. **Percettibilità** - il trasmettere le effettive informazioni sensoriali.
5. **Tolleranza all'errore** - minimizzare i rischi o azioni non volute.
6. **Contenimento dello sforzo fisico** - utilizzo con minima fatica.
7. **Misure e spazi sufficienti** - rendere lo spazio idoneo per l'accesso e l'uso.

Nel 2006 la [**Convenzione ONU**](https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/disabilita-e-non-autosufficienza/focus-on/Convenzione-ONU/Documents/Convenzione%20ONU.pdf) **per i diritti delle persone con disabilità** ha fornito poi una definizione di design universale come “la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. La ‘progettazione universale’ non esclude dispositivi di sostegno per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari.” &#x20;

La Convenzione è stata ratificata nel 2009 dal Parlamento della Repubblica Italiana, diventando a tutti gli effetti legge dello Stato.

Il design universale rappresenta quindi un ampliamento del concetto di **accessibilità**, basandosi su una **metodologia olistica** che accoglie qualunque tipo di diversità, che sia fisica, culturale, etnica o di genere: pur prevedendo lo sviluppo di specifici supporti per determinati gruppi di persone, in particolare quelle con disabilità, tende a far sì che prodotti, servizi e attività siano sin dall’origine pensati nel modo più inclusivo possibile limitando il ricorso a soluzioni che potrebbero avere effetti marginalizzanti.&#x20;

Nel corso degli anni sono emerse altre formule, come *Design for All* e *Inclusive Design*, che tendono a mettere l’accento sugli aspetti di inclusione sociale e uguaglianza.<br>

**Approfondimenti:**&#x20;

[EIDD - Design for All Europe](https://dfaeurope.eu/)&#x20;

[Associazione Design for All Italia](https://www.dfaitalia.it/)&#x20;

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# Feedback e Feedforward

Ecosistemica opera secondo un’ottica evolutiva dove ogni ciclo di lavoro è completo solamente dopo aver integrato gli apprendimenti del ciclo precedente. Inoltre è uno spazio di crescita individuale e collettiva, nel quale le persone si possono - seguendo quanto scritto negli accordi - stimolare vicendevolmente per apprendere dai propri errori e dai propri successi.

Attraverso la cultura del feedback si informano i comportamenti futuri attraverso l’analisi dei comportamenti passati, attraverso punti di vista molteplici si supera l’autoreferenzialità e i bias dell’individuo o della bolla.

Se il **feedback informa dal passato al presente e al futuro** il **feedforward è un meccanismo che informa il presente attraverso i futuri**. Questa è una pratica logicamente impossibile che però trova la sua applicazione nel contesto del **design critico**, del **design speculativo** e del **near future design.** Immaginando contesti futuri o speculativi si può ragionare rispetto a come ci si sarebbe potuti arrivare, i processi, le relazioni, gli input e gli output. Questa attività di mappare ciò che da futuri desiderati o meno, ritorna nel presente, lo può modificare per scongiurare potenziali comportamenti dannosi o per incorporarne di virtuosi.

Il feedback e il feedforward derivano dal contesto del **pensiero sistemico** e più nello specifico dalla cibernetica.

**Di seguito un estratto dall’articolo** [**Cibernetica delle Comunità**](https://che-fare.com/almanacco/politiche/comunita/cibernetica-comunita-ecologia-sociale/) **di Daniele Bucci e Valeria Loreti**

**Cibernetica**

“La cibernetica è la scienza che studia i principi astratti dell’organizzazione nei sistemi complessi. Si occupa non tanto di ciò di cui è composto un sistema, ma di come questo funziona. La cibernetica si concentra sul modo in cui i sistemi utilizzano informazioni, modelli e azioni di controllo per orientare e mantenere i loro obiettivi, contrastando al tempo stesso le varie perturbazioni. Essendo intrinsecamente transdisciplinare, il ragionamento cibernetico può essere applicato per comprendere, modellare e progettare sistemi di qualsiasi tipo: fisici, tecnologici, biologici, ecologici, psicologici, sociali o qualsiasi combinazione di essi. La cibernetica di secondo ordine in particolare studia il ruolo dell’osservatore (umano) nella costruzione di modelli di sistemi e di altri osservatori.”

[Francis Heylighen e Cliff Joslyn](https://www.zotero.org/daniele_bucci/collections/KL2UHJPS/items/USSZY3ZC/item-details)

**Ma come si comprende, si progetta e si modella un sistema?**

Per semplificare possiamo prendere il classico esempio del termostato utilizzato anche da Francis Heylighen e Cliff Joslyn.

**Un sistema è composto da elementi (tangibili e intangibili) che si interconnettono all’interno di un contesto.** Nel caso del termostato possiamo definire la temperatura interna, quella esterna, il termostato e la struttura fisica che separa la stanza dall’esterno. L’obiettivo di questo sistema artificiale è di mantenere la temperatura della stanza costante ad un certo livello.

A questo punto possiamo introdurre diversi elementi che garantiscono la stabilità dinamica di questo sistema:

**Feedback**, quando il termometro del termostato, posto all’interno della stanza, registrerà una temperatura superiore al livello al quale è stato impostato, il meccanismo si spegnerà per riaccendersi appena la temperatura sarà inferiore. Questo è un **feedback negativo** e tende a mantenere in equilibrio un sistema. Il **feedback positivo** è invece una retroazione che continua a rafforzare un fenomeno all’interno del sistema, in questo caso potrebbe essere un dispositivo che all’aumentare della temperatura aumenta il flusso di aria calda.

**Feedforward**, se il termometro del termostato fosse posto all’esterno della stanza potrebbe misurare la temperatura esterna e governare quella interna in base a dati su eventi che si verificheranno successivamente all’interno della stanza. In un certo senso è un dispositivo di regolazione che agisce su flussi di informazione che ancora non sono disponibili direttamente all’interno del sistema stanza che vogliamo mantenere in equilibrio.

**Buffer**, le mura della stanza, con la loro composizione, tenuta termica, struttura, e geometria possono essere considerate buffer. Sono elementi che determinano la velocità con la quale le fluttuazioni esterne influiscono nel sistema interno.

Questi sono i 3 meccanismi base di controllo, è importante ricordare che all’interno di un sistema possono essercene diversi, che collaborano o competono per raggiungere obiettivi differenti. Qui li abbiamo riportati a scopo divulgativo, ma se volete saperne di più e comprenderli più approfonditamente in contesti differenti (sociali, economici, biologici, ecc), vi consigliamo un articolo imperdibile di Donella Meadows, [Punti di leva: dove intervenire in un sistema](https://aspoitalia.files.wordpress.com/2013/01/punti-di-leva_aspo-italia.pdf).

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# Metodo decisionale

I metodi decisionali sono processi con i quali dei gruppi di persone raggiungono una decisione.

Ce ne sono diversi, qui una lista parziale:

* Assenso
* Autocratico
* Casuale (stocastico)
* Consenso
* Consultativo
* Evitante
* Democratico (Votazione a maggioranza e sfumature varie)
* per Mandato o delega

[Qui](https://thedecider.app/side-by-side-comparison) è possibile vedere una tabella che mette a confronto i diversi metodi decisionali.

[Qui](https://www.sociocracyforall.org/decision-making-methods-comparison/) delle descrizioni di alcuni metodi decisionali.


# Mito della neutralità

Si tratta di una narrazione secondo cui tecnologie, dispositivi, prodotti e servizi non sarebbero caratterizzabili di per sé come buoni o cattivi, ma che dipenderebbe tutto “dall'**uso** che se ne fa”.&#x20;

Già McLuhan, quasi 60 anni fa, aveva dimostrato la fallacia di questo ragionamento:&#x20;

“La nostra reazione convenzionale a tutti i media, secondo la quale ciò che conta è il modo in cui vengono usati, è l’opaca posizione dell’idiota tecnologico. \[...] Gli effetti della tecnologia non si verificano infatti al livello delle opinioni o dei concetti, ma alterano costantemente, e senza incontrare resistenza, le reazioni sensoriali o le forme della percezione”.

Le tecnologie con cui entriamo in contatto sono sempre il **risultato di molteplici decisioni e processi** - umani e tecnici, individuali e di gruppo - guidati da cultura, schemi mentali, sensibilità e ideologia degli attori coinvolti.&#x20;

In più gli effetti inconsci di tali tecnologie su chi vi interagisce - sulla sua struttura cerebrale, sulla sua sensorialità e sulla sua [sensibilità](/glossario/sensibilita) - sono molto più potenti e decisivi rispetto al loro contenuto visibile o al loro scopo immediato.&#x20;

Nell'esperienza che abbiamo del mondo, e in particolare di ciò che è stato trasformato dall’artificio umano, non vi è nulla di neutrale.&#x20;

Lo vediamo in modo ancora più lampante oggi nella nostra interazione con i dati e le intelligenze artificiali: non siamo più in presenza di dispositivi da interrogare in cerca di risposte, ma di entità socio-tecniche - con i loro limiti e i loro bias - che ci impongono una **relazione** e una **negoziazione** continua di **senso** e di **significati**, e con le quali siamo già in uno stretto rapporto di **coevoluzione**.

Riferimenti bibliografici:&#x20;

M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare. Milano: Il Saggiatore, 1967.


# Politiche (accordi)

In Ecosistemica, le politiche sono decisioni (come strategie, regole e mandati) prese per [assenso](/glossario/assenso) che determinano il comportamento individuale e la cultura collettiva dell’organizzazione.

Il processo per costruire le politiche considera bisogni, desideri e aspirazioni degli individui che popolano l’organizzazione affinché quest’ultima si metta al servizio dell’individuo in una relazione biunivoca di dare e ricevere. Le politiche vengono revisionate collettivamente ogni anno per garantire la loro coerenza rispetto alle persone che vivono l’organizzazione.


# Postura

Con questa parola intendiamo riferirci alla disposizione mentale, corporea e [sensibile](/glossario/sensibilita) con cui entriamo in relazione con le persone, i gruppi di lavoro, gli ambienti, le organizzazioni e tutti gli altri elementi - interni ed esterni - del sistema.&#x20;

Le posture che scegliamo di adottare In Ecosistemica guidano i nostri comportamenti e ci consentono di rendere effettivi i processi e la struttura. Formalizzate negli [accordi](/glossario/accordo), le posture si traducono in una serie di impegni che prendiamo con noi stessi e con gli altri nodi dell'organizzazione.


# Ritualità

Ecosistemica utilizza delle ritualità per dare significato e spessore ad alcuni momenti sociali e conviviali e per garantire che la propria cultura si trasferisca alle nuove persone che ne fanno parte.

Siamo convinti che la ritualizzazione di alcune pratiche di governance possa essere un elemento importante per l’evoluzione delle organizzazioni e degli individui che le abitano.

**Secondo il nostro punto di vista i rituali:**

* Accomunano e distinguono gruppi di persone;
* Sono processi grazie ai quali ci si organizza per cambiare e apprendere consapevolmente in relazione all’ambiente;
* Devono essere il risultato di processi condivisi di emersione, progettazione e formalizzazione, per far sì che non prevalgano sugli accordi presi collettivamente e non sfocino in routine potenzialmente tossiche per l'organizzazione.

I rituali sono particolarmente efficaci perché consentono alle persone che vi partecipano di entrare in uno spazio-tempo differente da quello esterno, quello che Huizinga chiama [Cerchio Magico](https://www.doppiozero.com/sites/default/files/allegati/AL-Caruso-3.pdf), dove valgono altre regole di interazione e dove la realtà esterna può essere vista in modo differente e quindi ridiscussa. In questo contesto il Master of Cerimony, ovvero chi guida le altre persone durante i rituali, ha grande responsabilità. La facilitazione e il processo esercitano un grande potere sugli individui all’interno del cerchio magico, per questo motivo, tutto quello che avviene nei rituali di governance è soggetto a retrospettive e feedback delle persone che partecipano.

Con la secolarizzazione, i rituali hanno iniziato ad essere visti con sospetto per le potenziali derive mistiche o di subordinazione. Quello che però vogliamo ricordare - anche attraverso il lavoro di ricerca di autori e autrici provenienti dalla sociologia e dall’antropologia - è che i rituali sono pratiche che da sempre accompagnano l’umano nella sua relazione fra individualità e collettività. Il tema è stato trattato in maniera molto approfondita da Richard Sennett nel libro Insieme, in [questa board](https://miro.com/app/board/uXjVMhqa4MA=/) si possono approfondire gli elementi che distinguono i rituali secondo l’autore.

Catherine Bell, autrice di Ritual: Perspectives and dimensions definisce la ritualizzazione come “un modo per ottenere un ampio consenso \[...] uno degli atti sociali più basilari nella costruzione della realtà.”

[Ippolita](https://www.ippolita.net/) nel capitolo Rituali Digitali nel libro Tecnologie del Dominio approfondisce come storicamente alcuni rituali siano stati uno strumento di dominio da parte di chi aveva un posizione di privilegio nel poterli utilizzare per plasmare la cultura di una certa fetta di popolazione. Nello stesso modo rituali e routine possono diventare uno strumento di controllo o di perdita di capacità critica all’interno di ambienti digitali. Questi spesso vengono progettati per massimizzare gli introiti facendo sì che le persone rimangano collegate il più possibile, alcune routine messe in campo rischiano di minare la salute e l’autonomia delle persone che utilizzano servizi e piattaforme social.

È possibile approfondire queste tematiche attraverso la formazione e consulenza elaborata da Daniele Bucci (Ecosistemica) e Guglielmo Apolloni sui [rituali di governance nelle organizzazioni](https://drive.google.com/file/d/1CUQeBdGE3CWXJTN0qpH5_nq6NTKVgjcm/view).

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# Sensibilità

Ci riferiamo qui alla capacità tipicamente umana di aprirsi agli stimoli degli ambienti che si abitano, elaborandoli e trasformandoli grazie all’immaginazione e al linguaggio.&#x20;

Si tratta di un sentire che incorpora in sé il discernimento e la critica, cioè il riconoscere le differenze della complessità del reale, e che è in grado di direzionare il pensiero progettuale verso forme nuove e non già determinate.

Riconoscerla come una caratteristica umana non vuol dire sancire una superiorità antropocentrica rispetto agli altri agenti del pianeta, che possiedono prestazioni sensibili diverse.

In filosofia si parla in questo caso di *aisthesis*, da cui discende la parola “estetica”, ovvero la disciplina che si occupa di riflettere criticamente sulle qualità e le prestazioni della sensibilità umana e solo secondariamente è legata alle teorie del bello (nonostante questo secondo significato prevalga nell’uso comune).

Se “scienza e tecnologia appartengono principalmente al dominio del sentire e solo dopo a quello dell’usare” ([S. Iaconesi, Fino alla Fine - Until the end](https://xdxd-vs-xdxd.medium.com/fino-alla-fine-until-the-end-ab639239140b)), allora diventa fondamentale il modo in cui costruiamo questa relazione e co-evoluzione - tutt'altro che [neutrale](/glossario/mito-della-neutralita) - con gli artefatti tecnologici.

In Ecosistemica progettiamo [ritualità](/glossario/ritualita) e ambienti fisico-digitali che favoriscano l’apertura e l’espressione della sensibilità delle persone e dei gruppi, rifiutando quegli automatismi che la anestetizzerebbero e canalizzerebbero in comportamenti ripetitivi.

Per noi questo tema si lega fortemente a quello della presenza, cioè alla capacità di entrare in contatto con il proprio e altrui sentire nel “qui e ora”, a partire dall'esperienza del corpo (come insegnano le pratiche di meditazione e di mindfulness).&#x20;

**Riferimenti bibliografici**:&#x20;

P. Montani, Tecnologie della sensibilità: estetica e immaginazione interattiva. Milano: Raffaello Cortina, 2014.


# Structurelessness (Assenza di struttura)

La **tirannia dell'assenza di struttura**, già descritta negli anni Settanta da [Jo Freeman](https://www.jofreeman.com/joreen/tyranny.htm), si riferisce a un fenomeno in cui l'assenza di strutture formali all'interno di un gruppo o di un'organizzazione può portare a uno **squilibrio di potere** e alla costituzione di **gerarchie nascoste**.&#x20;

Innanzitutto va sottolineato che non esiste un gruppo senza struttura: qualsiasi gruppo di persone, di qualsiasi natura, che si riunisce per un periodo di tempo e per qualsiasi scopo, si struttura inevitabilmente in qualche modo.&#x20;

La differenza quindi non è tra struttura e assenza di struttura ma tra **strutture formalizzate** e **strutture informali**.

Finché la struttura del gruppo è informale, le regole di come vengono prese le decisioni sono note solo a pochi e la consapevolezza del potere è limitata a coloro che conoscono le regole. Questa **mancanza di trasparenza e di responsabilità** può minare gli ideali democratici di uguaglianza e partecipazione all'interno del gruppo, rafforzando le dinamiche di potere esistenti e impedendo un'azione collettiva efficace.

In mancanza di ruoli o processi definiti, il potere tende infatti a essere esercitato da chi è più assertivo o carismatico, emarginando o mettendo a tacere gli altri membri.

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# Sistemica

Molti modi sono stati utilizzati per descrivere i sistemi e la sistemica.

Per prima cosa la sistemica è una disciplina interdisciplinare che viene formalizzata negli anni 50. Per comprenderla è necessario analizzarla da un punto di vista storiografico, a questo proposito la descrizione che ne fa [Francesco Pardi sulla Treccani](https://www.treccani.it/enciclopedia/teoria-dei-sistemi_\(Enciclopedia-delle-scienze-sociali\)/) risulta già ricca.

A questa possiamo aggiungere altri 2 punti di vista per indagare meglio quali sono i concetti base di sistema e sistemica per il team di Ecosistemica:

“Un sistema è un complesso di elementi (nodi) interconnessi (connessioni) tra loro, organizzato con coerenza per perseguire qualcosa (scopo).”&#x20;

* Donella Meadows: “Pensare per Sistemi”

“A questo punto vale forse la pena di riassumere le caratteristiche fondamentali del pensiero sistemico.

**Il primo principio, e il più generale, è quello dello spostamento dalle parti al tutto.** I sistemi viventi sono totalità integrate le cui proprietà non possono essere ricondotte a quelle di parti più piccole. Le loro proprietà essenziali, o «sistemiche», sono proprietà del tutto, che nessuna delle parti possiede. Esse traggono origine dalle «relazioni organizzanti» delle parti, cioè da una configurazione di relazioni ordinate che è tipica di quella particolare classe di organismi o di sistemi. Le proprietà sistemiche vengono distrutte quando un sistema è sezionato in elementi isolati.

**Un altro principio fondamentale del pensiero sistemico è dato dalla capacità di spostare  l’attenzione tra i vari livelli di sistema.** In tutto il mondo vivente troviamo sistemi inseriti dentro altri sistemi, e applicando gli stessi concetti a diversi livelli di sistema – per esempio il concetto di stress a un organismo, a una città o a un’economia – spesso riusciamo a raggiungere importanti intuizioni. D’altra parte, dobbiamo anche renderci conto del fatto che, in generale, livelli differenti di sistema rappresentano livelli di complessità variabile. A ciascun livello i fenomeni osservati mostrano proprietà che non esistono a livelli inferiori. Le proprietà sistemiche di un particolare livello sono dette proprietà «emergenti», dato che emergono a quel particolare livello.

Nello spostamento dal pensiero meccanicistico al pensiero sistemico, la relazione fra le parti e il tutto è stata invertita. Nell’ambito della scienza cartesiana si riteneva che in ogni sistema complesso il comportamento del tutto potesse venir analizzato nei termini delle proprietà delle sue parti. La scienza sistemica dimostra che i sistemi viventi non possono essere compresi per mezzo dell’analisi.

**Le proprietà delle parti non sono proprietà intrinseche, ma si possono comprendere solo nel contesto di un insieme più ampio. Il pensiero sistemico è dunque pensiero «contestuale»**; e poiché spiegare le cose nei termini del loro contesto significa spiegarle nei termini del loro ambiente, possiamo anche affermare che tutto il pensiero sistemico è pensiero ambientale. Infine – come ha mostrato in maniera tanto lampante la fisica quantistica – non esistono affatto delle parti. Ciò che chiamiamo una parte non è altro che uno schema in una trama inscindibile di relazioni. Possiamo quindi considerare lo spostamento dalle parti al tutto come uno spostamento dagli oggetti alle relazioni.”

* Fritjof Capra: “La Rete della Vita”


# Versioni e credits

## Tutti i contenuti sono rilasciati con licenza [CC BY-SA 4.0](https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/)

## [Versione 2.0](https://github.com/Ecosistemica/handbook/releases/tag/v2.0) (attuale)

Data: 30/04/2025.

Scritta e revisionata da: Daniele Bucci, Stefano Capezzuto, Thomas Kemps.

## [Versione 1.0](https://github.com/Ecosistemica/handbook/releases/tag/v1.0)

Data: 13/12/2023.

Scritta da: Daniele Bucci e Stefano Capezzuto.\
Revisionata da: Daniele Bucci, Stefano Capezzuto, Giulia Ganugi, Carmen Guarino, Thomas Kemps, Marta Marchiori Manerba, Elena Martinelli.

Fonti di studio e d’ispirazione: Salvatore Iaconesi, Nuovo Abitare, KRINO, CivicWise, Studio Superfluo, l’ufficio Public Engagement del museo MAXXI coordinato da Sofia Bilotta la Scuola Open Source, Boundaryless, Ouishare, Extinction Rebellion, Sociocracy for All, Corporate Rebels, The Hum, Enspiral, Cocoon Pro.


